Storia del Comune

Pognano si trova ad est della Strada Statale n. 42, poco più a nord di Arcene, nella zona geografica denominata fascia delle risorgive e dei fontanili...

Data Pubblicazione:

21 Ottobre 2024

Ultimo Aggiornamento:

21 Ottobre 2024 13:00

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Parco
Pognano si trova ad est della Strada Statale n. 42, poco più a nord di Arcene, nella zona geografica denominata fascia delle risorgive e dei fontanili: il nome dell'area ben descrive uno degli aspetti caratterizzanti Pognano, che è l'abbondante presenza di acqua e, conseguentemente, di verde. In ragione della copiosa presenza di fontanili a Pognano è stato istituito il Parco dei Fontanili e dei Boschi, che comprende anche alcuni terreni in comune di Lurano. Il centro storico di Pognano risulta così ancor oggi circondato da vaste aree con prevalente presenza di vegetazione: tra il verde dei boschi e dei campi si ergono le cascine e le cappelle votive, segni visibili del lavoro e della fede degli uomini che nel tempo hanno abitato queste campagne. L'agricoltura ha costituito per secoli la base economica di Pognano: attualmente questa antica vocazione è ben leggibile, oltre che nella campagna che circonda il centro edificato, anche nella tipologia della maggior parte degli edifici del centro storico, dove si conservano grandi corti rustiche in alcuni casi in parte ancora adibite ad usi rurali. Tra le corti rustiche sono visibili i segni dell'antico castello che, con la chiesa di San Giuseppe, la chiesa dell'immacolata (entrambe in passato sede di parrocchiale) e la chiesa parrocchiale, testimonia la storia plurisecolare di Pognano, non scritta nei libri ma ben leggibile nei contesti insediativi.

La scarsità di letteratura specificatamente dedicata alla ricostruzione storica di Pognano non permette di tracciare un profilo storico del comune particolarmente approfondito: Marco Carminati nel 1893 scriveva che in Pognano 'si rinvennero alcune monete romane', delle quali però non si ha altra notizia. Immaginando che Carminati abbia tratto la sua informazione da fonte certa possiamo supporre che anche nei territori di Pognano, come nella maggior parte dei Comuni della pianura bergamasca, fosse presente un insediamento abitativo in epoca romana, che comunque non doveva essere di dimensioni rilevanti, data la mancanza di ulteriori reperti archeologici in sito. Nell'Alto Medioevo gli abitanti delle campagne si riunirono in un recinto fortificato, come testimonia la permanenza del toponimo castello, attribuito ad un complesso di edifici del centro storico, e come indicano i muri rinforzati da contrafforti delle corti che costituiscono il nucleo consolidato di Pognano. Il castello di Pognano venne bruciato durante un assedio nel 1406, quindi a quest'epoca il comune aveva già una sua struttura ben definita, come confermano alcune cronache di lotte tra guelfi e ghibellini in cui Pognano viene più volte citata (soprattutto in merito a scontri avvenuti nel territorio del contiguo comune di Spirano). Nel secolo XV Pognano seguì le sorti dei comuni posti a nord del Fosso Bergamasco, per cui viene assegnato alla Repubblica di Venezia, sotto il cui dominio è rimasto fino alla fine del secolo XVIII

Chiesa

Il centro storico di Pognano è caratterizzato dalla presenza di grandi corti che si snodano lungo la strada che attraversa il paese con andamento sinuoso. Lungo la strada prospetta anche la piazza principale di Pognano dove, anteceduta da un ampio sagrato, si erge la chiesa parrocchiale, dedicata a San Carlo Borromeo. L'edificio, consacrato nel 1910, è stato realizzato in chiaro stile neogotico su progetto dell'architetto Elia Fornoni: la forma del portale d'ingresso, definito da una strombatura conclusa da un timpano triangolare che si eleva con angolo acuto in altezza, anticipa le forme che si ritrovano all'interno, dove sia gli altari laterali che quello maggiore riprendono il linguaggio neogotico conferito a tutta la struttura. Tra le opere d'arte presenti all'interno si segnalano i dipinti di Gian Battista Galizzi (autore anche della lunetta in facciata, realizzata nel 1910) e il dipinto del secolo XVII attribuito al Salmeggia e raffigurante la Madonna tra i Santi Carlo e Antonio abate, ora conservato nella sagrestia della chiesa parrocchiale.

Chiesa dell'Immacolata

La chiesa dell'immacolata, già chiesa di San Carlo e Sant'Antonio abate e sede della parrocchia dal 1790 al 1910, si trova poco discosta dalla chiesa di San Carlo Borromeo, all'angolo travicolo del Seminario e vicolo del Castello.

L'edificio, citato in documenti dell'inizio del secolo XVII, è stato completamente rifatto alla fine del secolo XVIII, in occasione della elevazione a sede parrocchiale. La facciata, in stile neoclassico, è scandita da colonne ioniche che sorreggono una trabeazione leggermente aggettante al primo livello, accanto alla porta d'ingresso, sono due nicchie con statue, mentre al secondo livello un'apertura a semilunetta permette l'illuminazione interna della chiesa, dove sono conservati affreschi di Antonio Sibella, eseguiti nel 1883.

Accanto alla chiesa dell'Immacolata si sviluppa il vicolo Castello che immette, attraverso un androne, nella corte dove probabilmente sorgeva il nucleo maggiormente fortificato di Pognano, ancora oggi denominato castello. Qui sono ancora presenti le basi rinforzate dei muri esterni degli edifici ed inoltre, lungo il lato a sud dell'androne, sono visibili angoli in conci di pietra squadrati, probabilmente appartenuti ad una torre dell'antico castello; sulla medesima parete si apre una singolare finestra di foggia arabeggiante, racchiusa entro una cornice con arco a sesto leggermente acuto.

Alle spalle del 'castello' si apre vicolo Seminario; al termine del vicolo un androne invita ad entrare in una delle tante corti rustiche di Pognano: qui si viene accolti dal profumo intenso del fieno e da un'architettura che conserva inalterati i segni della tipologia rurale diffusa in pianura bergamasca; accanto all'androne d'ingresso, i cui spigoli sono rinforzati da conci di pietra, un piccolo edificio con base leggermente scarpata e tessitura muraria in ciottoli posati a spina di pesce indica l'antica origine della corte, che probabilmente era fortificata.

Lungo la strada principale di Pognano si prosegue nella visita alle grandi corti rustiche che ne caratterizzano il centro storico: alcune di queste sono state ristrutturate, alcune mantengono il fascino della originaria tipologia e funzione agricola, altre si presentano come una interessante frammistione di tappe storiche, dove l'intervento contemporaneo coabita con vecchi muri mai toccati nel corso dei secoli.

Chiesa di San Giuseppe

Il centro storico di Pognano si chiude con la chiesa di San Giuseppe, posta al limite del tessuto edificato, in direzione Spirano. La chiesa di San Giuseppe è la più antica di Pognano e la sua dedicazione completa è alla Visitazione di Maria e San Giuseppe, tanto che il Maironi da Ponte, nel 1819, la descriveva dedicata a Santa Elisabetta. La chiesa è stata sede parrocchiale da prima del secolo XV fino alla fine del secolo XVIII; nel '600 viene citata come struttura nuova ed elegante, per cui è ipotizzabile che sia stata ristrutturata verso la fine del secolo XVI, come testimonia la facciata, in stile tardo rinascimentale, dove emerge l'apertura a serliana centrale.

Cascina San Giuseppe

Accanto alla chiesa di San Giuseppe si trova la sede del Parco ricavata nella ex cascina dl San Giuseppe a lato della quale si apre uno dei sentieri che immettono nel parco dei fontanili e dei boschi.

Il Parco è stato istituito nel 1993 con lo scopo di salvaguardare e valorizzare i fontanili ed i boschi annessi presenti nel territorio di Pognano e Lurano attualmente si contano dieci teste di fontanile che hanno ripreso il loro funzionamento a partire dagli anni Novanta, dopo circa un ventennio in cui l'acqua aveva cessato di sgorgare. Intorno ai fontanili sono presenti alcune zone a bosco, popolate da esemplari di robinia, platano, farnia, ontano nero, acero di monte, pioppo nero, acero campestre, carpino bianco, nocciolo, sambuco, sanguinella, olmo campestre, oltre che varie specie di fiori selvatici.

Chiesa di San Cassiano

Il Parco si sviluppa nel territorio con un'estensione di circa 150 ettari, accogliendo al suo interno anche alcune cascine e testimonianze d'arte, come la cappella di San Cassiano, collocata in mezzo alla campagna, tra Pognano e Spirano. La presenza della cappella è annunciata sulla strada per Spirano da un cippo in pietra che riporta un teschio, un foro e la scritta elemosine per i morti di San Cassiano; imboccando la strada sterrata accanto al cippo si giunge alla cappella, un piccolo edificio preceduto da un portico, che reca dipinti sulla facciata alcuni scheletri; sopra il portale d'ingresso un cartiglio riporta la scritta consacrata a riconoscenza dei soldati di Pognano reduci dell'immane guerra a suffragio dei propri caduti si restaura l'anno 1950.

Cappella dei Morti del Ravarolo

Proseguendo lungo la strada sterrata si incontra una delle cascine più antiche di Pognano, la cascina Volpi, detta anche cascina Ospitale, dove le stalle conservano soffitti con volta a botte ribassata particolarmente caratteristici. Oltre alla cappella di San Cassiano nella campagna di Pognano è presente un altro oratorio campestre, la cappella dei Morti del Ravarolo, ubicato a nord del centro abitato; la cappella è stata realizzata nel 1630 per commemorare i morti della peste ed attualmente è in stato di abbandono. 

Fonte: Pianura da Scoprire a cura della PRO LOCO TREVIGLIO

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